Comprendere la sindrome

La sindrome post-acuta da vaccino COVID-19 (PACVS) è una condizione clinica proposta che comporta sintomi persistenti e multisistemici che si sviluppano settimane, mesi o addirittura anni dopo la vaccinazione COVID-19. È distinta dalle reazioni acute al vaccino e condivide caratteristiche con sindromi post-virali come la ME/CFS e la disautonomia, ma sembra coinvolgere meccanismi unici innescati dall’esposizione al vaccino mRNA.

La PACVS è ancora oggetto di studio, ma le recenti ricerche di laboratorio e l’esperienza clinica indicano un modello complesso di disfunzione immunitaria, lesioni mitocondriali, irritazione vascolare e rottura sistemica dei meccanismi energetici e di riparazione.

Meccanismi proposti alla base del PACVS

  1. Persistenza della proteina Spike

Gli studi hanno dimostrato che in alcuni individui la proteina spike può rimanere rilevabile nel plasma sanguigno e negli esosomi (minuscole vescicole secrete dalle cellule) molto tempo dopo la vaccinazione. Questa proteina spike è spesso non legata e biologicamente attiva, in grado di stimolare il sistema immunitario e di interagire con i tessuti di tutto il corpo.

La proteina spike persistente può spiegare il motivo:

  • Attivazione immunitaria cronica
  • Sintomi vascolari
  • Stanchezza post-sforzo
  • Risposte autoimmuni

Questo è stato misurato utilizzando saggi ultrasensibili delle proteine di punta che hanno come obiettivo la variante originale di Wuhan.

  1. DNA plasmidico nelle cellule immunitarie (PBMC)

I vaccini a mRNA sono prodotti utilizzando modelli di DNA plasmidico. In alcuni individui, frammenti di questo DNA (come l'enhancer di SV40, la regione ori e le sequenze codificanti di spike) sono stati rilevati nei PBMC, un tipo di globuli bianchi coinvolti nella difesa immunitaria.

Ciò solleva il timore che le cellule immunitarie possano:
- Assumere involontariamente il DNA plasmidico
- Rimanere in uno stato attivo o reattivo
- Contribuire alla segnalazione prolungata legata ai picchi 

Sebbene questo rimanga un argomento di ricerca, la sua presenza a distanza di anni suggerisce un potenziale di persistenza immunitaria che va oltre l'intento originario della vaccinazione.

  1. Disregolazione immunitaria e autoanticorpi

I test hanno rivelato:

  • Neutrofili e globuli bianchi bassi (indicativi di soppressione o deplezione immunitaria)
  • D-dimero elevato (marcatore di coagulazione o infiammazione)

La presenza di autoanticorpi mirati:

  • recettori β1/β2-adrenergici (legati alla frequenza cardiaca e alla pressione sanguigna)
  • Recettori muscarinici (M3/M4) (coinvolti nella funzione intestinale, salivare e del sistema nervoso)
  • recettori ACE2 e AT1R (che regolano il tono vascolare e la segnalazione infiammatoria)

Questi autoanticorpi sono associati a:

  • Infiammazione vascolare
  • Disautonomia e sintomi simili a POTS
  • Affaticamento, sintomi cognitivi e crolli post-sforzo
  1. Disfunzione mitocondriale e catabolismo dei tessuti

I test funzionali spesso mostrano:

  • Acido succinico elevato, che indica un blocco del Complesso II (succinato deidrogenasi) della via energetica mitocondriale.
  • Lattato elevato, piruvato basso e LDH elevato, che segnalano un passaggio al metabolismo anaerobico.

Cos'è il Complesso II?
Il Complesso II è una parte fondamentale del sistema mitocondriale che converte il succinato in fumarato, contribuendo a generare energia cellulare (ATP). Quando è bloccato, porta a una scarsa produzione di energia e a un aumento dello stress ossidativo.

In parallelo, molti individui mostrano:

  • Pochi aminoacidi essenziali e a catena ramificata
  • Perdita di peso continua e cedimento muscolare nonostante un'alimentazione adeguata
  • Cambiamenti simili alla cachessia - uno stato di deperimento irreversibile dei tessuti non correggibile con la sola dieta

Questo stato catabolico può spiegare l'affaticamento, l'instabilità del peso, la riduzione della funzione muscolare e il lento recupero dopo lo sforzo.

  1. Microbioma intestinale e interruzione della permeabilità

Molteplici forme di test intestinali hanno dimostrato:

  • Elevato numero di specie di Streptococco e di altri batteri patogeni e basso numero di batteri benefici (Lactobacillus, Bifidobacterium).
  • Segni di SIBO (Sovracrescita batterica del piccolo intestino)
  • Elevazione della zonulina, un marcatore di permeabilità intestinale ("leaky gut")

Queste interruzioni possono portare a:

  • Aumento della sensibilità alimentare
  • Malassorbimento dei nutrienti
  • Sintomi gastrointestinali cronici
  • Ulteriore reattività immunitaria attraverso l'asse intestino-cervello-immunità
  1. Coagulazione e stress vascolare

La PACVS si presenta spesso con:

  • D-dimero lievemente elevato
  • Irregolarità delle piastrine o della fibrina
  • Sintomi di infiammazione microvascolare, tra cui bruciore, formicolio o pressione sul petto

La proteina spike persistente o gli autoanticorpi possono colpire le cellule endoteliali vascolari, contribuendo a un'alterazione della circolazione e a una disregolazione della coagulazione.

  1. Disfunzione autonoma e parasimpatica

Un segno distintivo della PACVS è lo squilibrio autonomico, che comprende:

  • Frequenza cardiaca a riposo elevata
  • Intolleranza al calore
  • Sensibilità agli integratori o ai fattori scatenanti ambientali
  • Sintomi che imitano l'ansia o l'overdrive simpatico

Ciò può essere dovuto a:

  • Effetti della proteina Spike sui recettori nicotinici
  • Perdita del tono parasimpatico, che normalmente smorza l'infiammazione
  • Autoanticorpi che hanno come bersaglio i principali recettori di segnalazione autonomica

La PACVS sembra essere una risposta sindromica innescata dall'esposizione prolungata a elementi biologici correlati al vaccino, soprattutto da piattaforme di mRNA. È associata a:

  • Persistenza della proteina Spike
  • Assorbimento del DNA plasmidico da parte delle cellule immunitarie
  • Autoimmunità e disfunzione a livello recettoriale
  • Insufficienza energetica mitocondriale e catabolismo tissutale
  • Interruzione del microbioma e permeabilità gastrointestinale
  • Squilibri della coagulazione e stress microvascolare
  • Disregolazione del sistema nervoso e crolli post-sforzo

Sebbene non sia ancora formalmente classificato nei manuali diagnostici, un numero crescente di medici e ricercatori riconosce questo modello e utilizza test immunitari, mitocondriali e intestinali per documentarne l'impronta biologica.